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Start PMI Instant Book luglio 2016

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Il procedimento denominato Project Mirror Intelligence – elaborato dal gruppo Tusci@network – ha l’obiettivo di fornire al navigatore una selezione ragionata di informazioni di natura economico–statistica in grado di riflettere la situazione contingente del “Sistema–Italia”.

L’Instant Book “Start PMI” ha cadenza mensile.
I dati contenuti in questo numero sono aggiornati al 31/7/2016.

Autori:

INDICE

1. Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita – Banca d’Italia – maggio 2016
2. Indagine rapida sulla produzione industriale – Confindustria – 28 giugno 2016
3. Prezzi e Consumi Newsletter – Ministero dello Sviluppo Economico – maggio 2016
4. Occupati e Disoccupati – ISTAT – maggio 2016
5. Produzione Industriale – ISTAT – maggio 2016
6. Commercio estero – ISTAT – maggio 2016
7. Fatturato e ordinativi dell’industria – ISTAT – maggio 2016
8. Commercio al dettaglio – ISTAT – maggio 2016
9. Fiducia dei consumatori e delle imprese – ISTAT – luglio 2016
10. Retribuzione contrattuale – ISTAT – giugno 2016
11. Occupati e disoccupati – ISTAT – giugno 2016
12. Prezzi alla produzione dell’ industriale – ISTAT – giugno 2016

Estratto
1.Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita – Banca d’Italia – maggio 2016
1. Introduzione
Dall’1 al 16 marzo 2016 si sono svolte le interviste dell’indagine trimestrale Banca d’Italia – Il Sole 24 Ore sulle aspettative di inflazione e crescita. Hanno partecipato 1000 imprese con almeno 50 addetti, di cui 376 dell’industria in senso stretto, 415 dei servizi e 209 del settore delle costruzioni .
Alle imprese è stato chiesto di formulare previsioni sia su temi macroeconomici, quali l’andamento del tasso di inflazione e la situazione generale del sistema produttivo italiano, sia su aspetti legati alla propria operatività. Per alcuni fenomeni le valutazioni prospettiche sono accompagnate da giudizi retrospettivi; dove possibile, si approfondiscono le cause delle dinamiche osservate o attese.
I principali risultati sono riassunti di seguito. Le appendici A, B e C riportano rispettivamente la nota metodologica, le tavole statistiche e il questionario utilizzato.

2. I principali risultati per le imprese dell’industria in senso stretto e dei servizi
Aspettative di inflazione in Italia e variazione dei prezzi di vendita delle imprese
Le attese sull’inflazione al consumo sono rimaste stabili rispetto alla rilevazione precedente negli orizzonti a sei mesi e a un anno (allo 0,4 e 0,5 per cento, rispettivamente), come anche per il periodo compreso fra tre e cinque anni (all’1,0 per cento); solo sull’orizzonte a due anni sono state lievemente riviste al rialzo, allo 0,8 per cento, dallo 0,7 in dicembre.
Le imprese segnalano un calo dei propri prezzi di vendita dello 0,5 per cento rispetto a un anno prima (-0,3 in dicembre), dovuto soprattutto alle tendenze riscontrate presso le aziende di maggiori dimensioni (almeno 1.000 addetti) e quelle appartenenti al comparto industriale. I prezzi di vendita tornerebbero leggermente a crescere nei prossimi dodici mesi (dello 0,4 per cento), sia nell’industria in senso stretto sia nei servizi.
L’aumento dei listini rifletterebbe soprattutto la dinamica del costo del lavoro e, in misura inferiore, i segnali più favorevoli provenienti dalla domanda, mentre continuerebbe a essere frenato dalle politiche di prezzo dei concorrenti.

Valutazioni sulla situazione economica generale dell’Italia
Restano largamente prevalenti i giudizi di stabilità della situazione economica generale, che continuano a interessare oltre il 70 per cento delle imprese. Tuttavia, il saldo tra quelli di miglioramento e di peggioramento, pur restando positivo, si riduce a 5,5 punti percentuali dai 12,5 del trimestre precedente. La probabilità attribuita in media al miglioramento del quadro economico
congiunturale nei prossimi tre mesi continua a ridursi, al 15,6 per cento (da 17,5).

Evoluzione della domanda
I giudizi sull’evoluzione della domanda corrente, pur confermando la tendenza all’indebolimento in atto da giugno 2015, restano positivi: il saldo tra valutazioni di aumento e diminuzione nell’ultimo trimestre si è attestato a 5,4 punti percentuali (da 6,2 in dicembre); quello relativo alle prospettive di aumento e diminuzione della domanda dei propri prodotti mostra invece un netto miglioramento (25,3 punti percentuali da 14,0), diffuso sia alle aziende dell’industria in senso stretto sia a quelle del comparto dei servizi.
Anche i giudizi sulle condizioni correnti della domanda estera si confermano favorevoli e in lieve aumento rispetto all’indagine di dicembre. Le attese nei prossimi tre mesi mostrano segnali di miglioramento ancora più favorevoli; in entrambi i casi il rialzo rispetto allo scorso trimestre è dovuto al settore dei servizi.

Valutazioni delle condizioni operative delle imprese
Le attese a tre mesi sulle condizioni economiche in cui operano le imprese sono lievemente più favorevoli. Il saldo fra le risposte di miglioramento e di peggioramento è pari a 8,5 punti percentuali (da 3,9 in dicembre) pur in presenza di giudizi di stabilità largamente prevalenti (78,1 per cento). L’aumento del saldo ha riguardato sia l’industria in senso stretto sia i servizi.
L’attività delle imprese continuerebbe a beneficiare delle basse quotazioni petrolifere e soprattutto dell’andamento della domanda, cui si accompagnerebbero condizioni di credito più favorevoli; si conferma, rispetto alla rilevazione di dicembre, l’incertezza imputabile a fattori economici e politici, mentre viene meno l’effetto favorevole dovuto all’andamento del tasso di cambio.

Condizioni per l’investimento
Le condizioni per investire continuano a rimanere stabili per la maggioranza delle imprese (77,9 per cento degli intervistati). Il saldo tra i giudizi di miglioramento e di peggioramento è positivo per 8,8 punti percentuali, in leggero aumento rispetto alla rilevazione di dicembre.
La quota degli operatori che si attende un rialzo della spesa nominale in investimenti nel primo semestre del 2016 rispetto al periodo precedente supera di 7,7 punti percentuali quella delle imprese che ne prefigurano una flessione (14,5 in dicembre): le attese sono particolarmente favorevoli tra le imprese di dimensione medio – grande (tra 200 e 999 addetti) e tra quelle operanti nel Sud e Isole; per circa metà delle aziende la spesa nominale in investimenti si confermerebbe invariata rispetto a quella effettuata nella seconda metà del 2015.
Per il complesso del 2016 lo scarto percentuale tra le attese di aumento e di riduzione della spesa per investimenti si attesta su valori leggermente superiori a quelli della scorsa indagine (18,7 punti percentuali da 16,8). Il saldo è stato particolarmente favorevole per le imprese maggiormente orientate all’export (32,8 per cento). Il 48,3 per cento delle aziende prevede una spesa costante rispetto al 2015, un valore appena superiore a quello rilevato nell’indagine precedente.
Anche in questa rilevazione è stato domandato alle imprese se il provvedimento di incentivo agli investimenti in beni strumentali (c.d. super ammortamento) previsto nella Legge di Stabilità per il 2016 abbia influito sui loro piani di spesa. Poco più della metà delle imprese segnala un effetto apprezzabile , ma di queste soltanto un quinto lo ritiene abbastanza o molto rilevante.
L’incidenza di indicazioni positive circa l’impatto del provvedimento è più elevata nell’industria in senso stretto, in particolare tra le imprese di grandi dimensioni (almeno 1.000 addetti).
Il 43,5 per cento degli operatori dichiara di aver superato nei mesi scorsi la fase più difficile della congiuntura economica, un livello lievemente inferiore a quello rilevato in precedenza (47,6); la quota delle imprese che attendono un solido incremento dei ritmi produttivi nei prossimi mesi è salita al 46,6 per cento, dal 44,1 in dicembre.

Condizioni di liquidità e accesso al credito
Continua la tendenza positiva delle condizioni di accesso al credito, in atto dalla fine del 2012.
Nell’ultimo trimestre il saldo percentuale tra le aziende che segnalano un più agevole accesso rispetto al periodo precedente e quelle che indicano maggiori difficoltà è rimasto sostanzialmente invariato a 3,7 punti percentuali. L’11,5 per cento delle imprese segnala un miglioramento nell’accesso al credito (9,9 in dicembre); le condizioni sono migliorate sia per le imprese industriali sia per quelle operanti nei servizi.
La percentuale degli operatori che ritiene che la posizione di liquidità sarà insufficiente diminuisce al 13,3 per cento dal 16,6, mentre la quota di coloro che la reputano più che sufficiente è aumentata al 22,3 per cento (dal 17,6).

Dinamica dell’occupazione
Le attese sulla dinamica dell’occupazione nel breve termine sono migliorate: la quota delle imprese che stimano una crescita del numero di addetti nel prossimo trimestre è ora superiore a quella delle imprese che ne prefigurano una riduzione per 4,8 punti percentuali (da -0,9 in dicembre), mentre è aumentata la quota di coloro che anticipano una sostanziale invarianza (74,8 da 66,3 in dicembre). Il saldo è salito soprattutto a causa dell’incremento registrato fra le imprese del Centro e fra quelle di media dimensione.

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